“BIG MOUTH”

Arrivata in Italia nel 2017, la serie “Big Mouth” nasce da un’idea dell’autore Nick Kroll e del suo amico d’infanzia Andrew Goldberg, che narrano, sotto forma di animazione, uno dei periodi più delicati della vita di un essere umano: l’adolescenza, con quello che questo comporta in tema sessuale.

Protagonisti della serie sono i due amici Nick e Andrew, insieme ai loro compagni di scuola, ognuno con un contesto familiare diverso dall’altro e ognuno alle prese con l’arrivo del culmine dello sviluppo sessuale. Un momento della vita esorcizzato con le fattezze di grossi mostri pelosi che non fanno altro che incentivare fantasie, pensieri e qualsiasi cosa sfiori la mente di un adolescente. Questi sono i cosiddetti: “mostri degli ormoni.”

Gli stessi autori portano sullo schermo le storie della loro adolescenza, senza filtro, in maniera schietta e come nessun’altra produzione televisiva aveva mai fatto prima. Un progetto che rappresenta un azzardo e che dopo anni di preparazione trova finalmente dei produttori pronti a crederci ed un network pronto a portare la serie in tutto il mondo.

Kroll e Goldberg non cercano solo dei facili sorrisi di fronte alle vicende dei protagonisti, ma cercano di portare ciò che ognuno di noi ha vissuto o sta vivendo nella propria giovinezza, utilizzando il genere della commedia come collante e le animazioni per meglio rappresentare questo momento della vita, e potendo così dare forma alle fantasie della mente umana, con personaggi iconici e divertenti come difficilmente dei personaggi dal vivo avrebbero potuto rappresentare.

In definitiva Big Mouth è un titolo che si lascia guardare anche senza eccellere, chiaramente dedicato ad un pubblico adulto, con un ritmo non sempre perfetto, con momenti esaltanti e alcuni decisamente più lenti, ma con delle chicche inaspettate che conquistano lo spettatore. Un titolo che la critica ha apprezzato ma che qualche mente più conservatrice potrebbe trovare indelicato e volgare, soprattutto per gli argomenti trattati, le immagini e nessun filtro nei dialoghi.

Stili e storie nelle varie stagioni sono pressoché uguali, con le naturali evoluzioni dell’argomento che segue la crescita dei protagonisti, ormai riguardanti tutta la classe e non solo i due protagonisti della prima stagione, a cui si aggiungono un paio di nuove entrate. E man mano che si prosegue con le stagioni i temi diventano sempre più spinosi, ma forse anche sempre più vicini alla nostra esperienza.
In conclusione Big Mouth è sicuramente una delle serie che bisognerebbe guardare almeno una volta nella vita, per farsi due risate, per fare un tuffo nel passato o per capire meglio ciò che ci sta accadendo in modo divertente.

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