Educazione sessuale nella scuola italiana

L’educazione sessuale è da sempre un grande tabù nel mondo scolastico e questa mancanza tante volte non è nemmeno compensata dai propri genitori. Negli ultimi anni però alcune istituzioni scolastiche stanno tentando di colmare quelle mancanze realizzando dei corsi pomeridiani e organizzando incontri con esperti sulla sessualità durante le autogestioni degli studenti.

I principali problemi derivanti dalla mancanza di un educazione sessuale sono l’aumento delle gravidanze in età adolescenziale e la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili. Negli ultimi anni infatti è diminuito drasticamente l’utilizzo del preservativo e in generale dei contraccettivi. Un’altra grande problematica è l’assenza di punti di riferimento, i giovani che iniziano ad avere domande sulla propria sessualità non sanno infatti a chi rivolgerle e di conseguenza si rivolgono spesso ad un amico più grande che viene visto come un esperto del settore.

Noi di PeerToYou cerchiamo da sempre di essere un punto di riferimento per tutti coloro che hanno delle domande sulla propria vita sessuale o su qualsiasi cosa che non si riesce a dire direttamente ad un adulto. Ma uno dei nostri obiettivi come quello di molte altre organizzazioni che come noi fanno dei corsi sulla sessualità riguarda l’educazione all’affettività.
Educare all’affettività non significa apprendere come funzionano i propri sentimenti, ma si deve apprendere come gestire una relazione con l’altro. Si deve insegnare per prima cosa il rispetto verso l’altro e che non vi sono relazioni sbagliate nella propria sessualità, rimanendo sempre nei limiti del consenso reciproco. Per questo motivo la lezione più importante da insegnare a scuola è il valore assoluto del “no”, esso consiste nel fatto che chiunque possa dire “no” per qualsiasi cosa e quel “no” va sempre accettato e rispettato; inoltre la stessa regola del “no” deve valere anche per il “non ancora”. Nessuno infatti può obbligare un’altra persona a fare ciò che non vuole, in tal caso infatti si parla di violenza, ed è punibile legalmente, anche il fidanzato o la fidanzata che dopo un tuo no ti dice: “ma si vedrai che ti piacerà” stanno commettendo una violenza nei tuoi confronti.

Le organizzazioni che si occupano di educazione sessuale però non riesco a raggiungere tutti gli studenti della scuola italiana, questo per via di pregiudizi che da sempre si hanno nei confronti di questi argomenti. Il grosso problema è che questi tabù sull’educazione sessuale vengono anche alimentati da partiti e uomini politici, i quali respingono tutte le possibili riforme scolastiche che potrebbero portare un cambiamento nell’educazione sessuale a scuola.
Le maggiori opposizioni politiche all’educazione sessuale a scuola si basano sul pensiero che tale educazione porterebbe ad un inizio più precoce delle relazioni sessuali degli adolescenti, questo però accade già e il problema non è che i giovani abbiano rapporti sessuali, ma che nessuno gli insegni come averli nel modo corretto. Molti giovani infatti non sanno come utilizzare i contraccettivi o a chi rivolgersi se durante il rapporto sorgono delle problematiche, ad esempio se si rompesse il preservativo o se dovessero esserci delle fuoriuscite di sangue vaginali. Molti giovani non sanno nemmeno cosa sia un consultorio.

Tutto questo è dovuto da una forte tradizione cattolica che ha sempre visto la sessualità come un peccato, se non per la procreazione. Ma come dice l’articolo 7 della costituzione italiana “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”, si dovrebbe quindi superare l’influenza che il cattolicesimo ha sugli italiani, o perlomeno non dovrebbe influenzare l’ordinamento scolastico decidendo cosa si possa o non possa insegnare nelle scuole pubbliche italiane.

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