FLIRTING IERI E OGGI

La parola inglese “flirt” e il verbo derivato, reso in italiano da “flirtare” hanno ormai anche per noi un significato preciso, difficilmente spiegabile con una sola parola.

Racchiude, infatti, diversi significati: sedurre, corteggiare, avere atteggiamenti intimi, civettare, scherzare con qualcuno, mostrare interesse verso qualcuno, filare con qualcuno, fare “il galletto”/”la gatta morta” con qualcuno.

 

Nel passato, Downey e Vitulli (1987) hanno definito il “flirting” secondo due accezioni: la prima indica un rapporto informale esistente fra due persone in cui una o entrambe coltivano delle aspettative di intimità (con speranza di accrescerla); l’altra accezione si riferisce ai primi messaggi di interesse o di attrazione che si inviano ad un’altra persona.

 

Nel ’96 Feinberg invece sottolinea i due aspetti che riguardano il flirtare: seduzione e comunicazione.

Va infatti osservato, fra due persone che flirtano, l’invio reciproco di messaggi non espliciti, con lo scopo di comprendere se e quanto l’altra persona desideri aumentare il livello di intimità nella relazione.

 

Anche se gli psicologi evoluzionisti ritengono che il flirtare sia un istinto universale di base, l’obiettivo primo del flirt potrebbe essere proprio quello di comprendere se e quanto l’altro/a ci trova attraenti.

Infine, si può flirtare anche, semplicemente, per passare il tempo divertendosi, come sostenne sempre Feinberg.

 

Un termine affine al flirtare, ma più antico, è “corteggiare”, che risulta essere molto cambiato nelle varie epoche.

 

Prima del ventesimo secolo nelle culture occidentali erano solo gli uomini che “facevano la corte” alle donne.

Koller, nel 1951, spiegava che questo comportamento consisteva nel fare visita alla casa dell’amata, in modo che lei potesse mostrare all’ammiratore le sue qualità domestiche, sotto l’occhio vigile dei genitori.

La prima cosa a cambiare da quei tempi è stato il luogo degli incontri: non più a casa di lei, insieme ai suoi genitori, ma altrove, in un luogo pubblico e da soli.

 

Si ritiene che questo cambiamento abbia modificato le regole del gioco; infatti, se all’inizio era l’uomo a doversi occupare economicamente e logisticamente dell’invito a una serata fuori, oggi che anche le donne hanno possibilità di pagare o pagarsi la serata e la capacità di spostarsi in autonomia, sono cambiati i presupposti dell’invito ad uscire insieme.

 

Il flirting oggi è diventato molto frequente nel web; qui non ci sono corpi reali: al massimo avatar o emoticons.

Nella rete si possono anche avere relazioni sessuali, come nel cybersex, o sesso virtuale, dove vi sono particolari interazioni erotiche fra due individui i cui corpi reali però non possono mai toccarsi. Si tratta di relazioni tipiche dei nostri tempi, legate alla rete e all’informatica. Va detto, tuttavia, che anche quando vi erano i soli telefoni attaccati ad un filo si potevano creare e mantenere relazioni con altre persone, pur senza mai conoscerle personalmente.

 

Il fenomeno del flirting in mancanza del corpo si poteva ottenere anche al telefono; in questo caso la comunicazione erotica veniva tutta demandata alle sfumature del tono della voce.

La stessa cosa poteva accadere nello scriversi via email e, ancora prima, attraverso le lettere cartacee: quante persone, nel corso dei secoli, hanno flirtato in questo modo, anche in assenza del contatto fisico fra i corpi e della comunicazione gestuale?

 

Una forma moderna di flirting, di cui abbiamo già discusso altre volte, è il sexting, ossia lo scambio di immagini erotiche attraverso vari dispositivi tecnologici: qui ci sono i corpi, nel senso che sono rappresentati in modo realistico, ma non la possibilità di interagire con essi.

 

E voi, cosa ne pensate?

Credete ci sia ancora qualcuno che utilizza mezzi “antiquati” di flirtare o corteggiare?

Fatecelo sapere nei commenti!

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