Il preservativo nella storia

La storia del profilattico risale a diversi secoli fa almeno, se non oltre. Per la maggior parte della loro storia i preservativi sono stati utilizzati sia come contraccettivo, sia come misura protettiva dalle malattie sessualmente trasmissibili.

I preservativi sono stati prodotti con una varietà di materiali nel corso della storia; i preservativi in gomma hanno cominciato a guadagnare popolarità a partire dalla metà del XIX secolo e nei primi anni del XX sono stati fatti grandi progressi nelle tecniche di produzione.

Alcune fonti fanno pensare all’invenzione e l’utilizzo di un simile dispositivo già ai tempi dell’antico Egitto, dell’antica Grecia e dell’antica Roma; tali informazioni sono però incerte.

Anche negli scritti dei musulmani e degli ebrei durante il Medioevo si possono trovare alcuni riferimenti ai tentativi di una contraccezione; tra questi ce ne sono un paio curiosi, come coprire il pene con il catrame o immergerlo in succo di cipolla.

 

Prima del XV secolo l’uso di “profilattici glandari”, dispositivi che coprivano cioè solo la testa del pene, avveniva in Asia, ma erano conosciuti solamente dai membri delle classi superiori.

In Cina questo particolare tipo di profilattico poteva essere stato composto di carta di seta oleata o d’intestini d’agnello, mentre in Giappone erano invece in guscio di tartaruga o corno d’animale.

 

I profilattici durante il Rinascimento furono prodotti essenzialmente dagli intestini e dalla vescica degli animali; l’intestino ripulito e preparato per l’uso nella fabbricazione del “guanto” era stato messo in commercio almeno dal XIII secolo

 

Per certi periodi ed in più Paesi, questi preservativi vennero addirittura resi illegali a causa della natalità in calo e dell’idea che questo dispositivo incoraggiasse gli uomini ad avere rapporti con partner non sicuro (con rischio, quindi, di contrarre malattie come la sifilide, molto diffusa al tempo)

 

Fino al XIX secolo i profilattici erano generalmente utilizzati solo dalle classi medie e superiori; un motivo per la mancanza dell’uso del profilattico era che le classi lavoratrici tendevano a mancare della dovuta conoscenza sui pericoli dati dalle infezioni trasmesse sessualmente. Inoltre, erano irraggiungibili per la maggior parte della popolazione a causa del loro costo elevato; per una prostituta tipica un solo preservativo avrebbe potuto costare parecchi mesi di retribuzione.

 

Nei primi anni del XIX furono introdotti i primi preservativi in gomma, che avevano il vantaggio di essere riutilizzabili ma purtroppo più costosi di quelli in “pelle”; però, da poco prima del 1900 in poi, la maggior parte dei profilattici venivano prodotti dell’impero tedesco e l’esercito stesso fu tra i primi a promuoverne l’utilizzo.

 

L’invenzione del lattice avvenne nel 1920, e da lì in poi la tecnica di produzione di questi dispositivi fu sempre migliorata, introducendo anche la catena di montaggio per rendere il processo automatico e introducendo (più avanti) anche i test elettronici per verificarne l’integrità, fino a giungere ai prodotti che conosciamo oggi.

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