La sessualità negli anime e nei manga

Dagli anni ’90, e ancor di più recentemente, si è vista l’enorme crescita del mercato giapponese di anime e manga in Occidente. Quante persone ormai ventenni sono cresciute guardando i cartoni di origine giapponese trasmessi su Italia1 dopo la scuola?

Tutti anime intriganti, da quelli più romantici (gli “Shōjo”) a quelli più avventurosi (gli “Shonen”), che ci hanno accompagnato durante tutta l’infanzia regalandoci emozioni e vari insegnamenti, ma che in fondo nascondono un velo di erotismo.

Mentre qui in Italia la sessualità tende ad essere ancora un tabù sotto molti aspetti, in Giappone viene considerata come un normale aspetto della vita e della natura umana; non si può arrivare alla maggiore età senza sapere nulla a riguardo poiché è un normale processo di crescita.
Esempio lampante è la raffigurazione della figura femminile in manga e anime: è molto frequente vedere giovani ragazze e donne con seni generosi, vestite con abiti che lasciano spazio all’immaginazione o nude nelle vasche da bagno con solo un leggero vapore a coprirle. Basti pensare alla “Tecina seducente” di Naruto o alle molte scene esplicite in “Dragon Ball”, “One Piece” e “Georgie” (tutte scene censurate nel nostro paese) o in “The Seven Deadly Sins” e ancora “Darling in the Franxx” per citarne alcuni.
Inoltre, esistono veri e propri manga e anime, i cosiddetti “hentai”, che possiamo quasi considerare come delle opere pornografiche, con personaggi intenti ad avere rapporti sessuali molto espliciti.

Un altro aspetto della cultura anime e manga è come vengono trattate in modo disinvolto le relazioni tra persone dello stesso sesso, spesso anche qui in modo molto esplicito. Si pensa che questo fattore sia dovuto al fatto che in Giappone non è presente la morale cristiana che c’è in Occidente e, di conseguenza, non esiste il concetto di peccato o senso di colpa.
Sicuramente, i rapporti omosessuali sono incoraggiati soprattutto dal codice degli antichi samurai, il quale prevedeva che l’amore tra due uomini fosse considerato un sentimento più nobile rispetto all’amore verso una donna.
È proprio per questo che, tra le categorie di anime più visti e manga più letti, ci sono gli Yuri (relazione tra due ragazze) e gli Yaoi (relazione con rapporti espliciti tra due uomini).
Da non molto tempo, invece, si iniziano a inserire di più anche negli anime di categorie diverse omosessuali, lesbiche (vedi Ymir e Historia in “Attack on Titan”) e non-binary (come Yuka di “Blue Period”).

Ma quindi i cartoni per bambini giapponesi hanno scene a sfondo erotico?
La risposta è no. Questo poiché gli anime e i manga in Giappone hanno target ben definiti e molti sono rivolti a ragazzi e ragazze dai 15 ai 25 anni circa, ovvero gli spettatori e i lettori principali.
Tuttavia, questo non toglie che anche alcuni anime rivolti ai più piccoli contengano scene più o meno “sensuali”: in fondo, per loro, si tratta di un possibile primo approccio alla nudità del corpo.

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