La Sifilide

La sifilide è un‘infezione sessualmente trasmessa (IST) causata dal batterio Treponema pallidum, la quale si sviluppa secondo più stadi: primario, secondario, latente, tardivo e la sifilide congenita.

Questa infezione si può trasmettere tramite rapporti sessuali non protetti (dunque senza l’utilizzo del preservativo – unico contraccettivo che protegge dalle MST) e con il sangue. Inoltre, può essere trasmessa anche da una madre al proprio figlio durante la gravidanza e con l’allattamento.

I sintomi causati dalla sifilide dipendono dallo stadio in corso. Dai 10 ai 90 giorni dopo il contagio, può iniziare a comparire il primo sintomo: un sifiloma (ulcera) nella bocca, sull’ano o sui genitali, il quale resta per più o meno un mese. Successivamente, dopo altre settimane, si presenta lo stadio secondario con alcune macchie rosate sul corpo, accompagnate eventualmente da febbre e disturbi gastrointestinali.

Quando parliamo di “stadio latente”, intendiamo invece un periodo senza sintomi. Mentre, con “stadio tardivo”, si intende uno stadio in cui i sintomi compaiono dopo tanti anni, durante i quali la malattia non è stata trattata, e possono causare danni molto gravi.

Infine, chiamiamo “sifilide congenita”, la sifilide trasmessa da madre a figlio. Essa può essere distinta in “sifilide congenita precoce”, se i sintomi compaiono entro due anni dalla nascita, e “sifilide congenita tardiva” se i sintomi si presentano dopo il secondo anno di vita.

Ma come viene trattata la sifilide? Si può curare?
Certo che sì! Una volta che si pensa di avere la sifilide, basterà diagnosticarla tramite un test sierologico. In seguito, si procederà con una terapia antibiotica, la quale consiste nell’uso della penicillina per via parenterale.
In base allo stadio in cui si trova l’infezione, verrà poi decisa la durata e la dose della terapia.

Attenzione! Il modo più efficace per prevenire la sifilide è l’utilizzo del preservativo durante i rapporti sessuali.

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