La vita sessuale nel Medioevo

Vi siete mai chiesti come funzionasse la vita sessuale nel medioevo? Un periodo in cui si è spesso ritenuto che la repressione sessuale dilagasse in tutta Europa assieme ad una Chiesa pronta a reprimere ogni tipo di libertà. Certo, stiamo parlando di un periodo in cui le persone erano animate da una fortissima morale cristiana ma siamo ben lontani dall’immaginario di estrema repressione che siamo soliti immaginarci. Spesso, infatti, ci si accorge che i miti che attorniano l’immaginario che noi abbiamo del medioevo sono spesso frutto di invenzioni successive, come il celebre Ius primae noctis o la cintura di castità che non sono altro che invenzioni degli umanisti del Rinascimento o dell’Illuminismo atte a screditare il medioevo per ergere la nuova cultura come salvifica, una cultura che avrebbe liberato l’umanità dalla barbarie.

La civiltà medievale è una civiltà fortemente schietta e materiale e non perde occasione per ricordordarcelo specialmente in materia di sesso; basta, infatti, cimentarsi un po’ nella lettura dei fabliaux, poemetti erotici scritti in Francia nel corso del Duecento per accorgerci che i siparietti comici raccontati sono tutto meno che indice di repressione sessuale e spesso riescono anche a scendere parecchio nella volgarità. È celebre uno questi fabliaux intitolato, testualmente, La voglia dei cazzi che narra la storia di una donna desiderosa di consumare un rapporto sessuale col proprio marito il quale, però, si addormenta prima del rapporto per la troppa stanchezza, e il racconto prosegue narrando il sogno che lei fa una volta andata a dormire, tale sogno è talmente esplicito nelle tematiche erotiche da sembrare incredibile persino al nostro occhio.

È anche interessante ricordare che ci furono diverse discussioni teologiche che si chiedevano se fosse peccato o meno provare piacere sessuale senza l’intento di procreare, diversi teologi arrivarono, infatti, ad una conclusione particolare ai nostri occhi: venne ritenuto che avere un rapporto sessuale esclusivamente con l’obiettivo di dare piacere alla donna fosse perfettamente lecito mentre se a raggiungere l’orgasmo era anche l’uomo allora il rapporto era da considerarsi peccato perché l’azione non lecita ero “sprecare il seme”, non il raggiungimento del poiacere sessuale in sè per sè. Una soluzione che cozza particolarmente con la nostra idea di medioevo ma che ci rende anche ben consapevoli del fatto che la tematica del piacere slegato dalla procreazione era ben presente nei loro discorsi, fino a raggiungere le discussioni teologiche.

Se siete interessati ad approfondire l’argomento sulla sessualità nel medioevo vi invito a cercare su YouTube la conferenza di Alessandro Barbero sull’argomento che vi racconterà tantissime altre curiosità.

L’immagine di copertina è l’Affresco della Fecondità situato nella fontana di Massa Marittima.

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