Lamù il sexy manga femminista

Lamù la giovane e bellissima aliena che rompe gli schemi sociali: vediamo come. La serie propone un intrattenimento genuino senza dimenticare riflessioni più profonde, sulla vita e sulla società, sul senso dell’amore e della sofferenza, ma anche sui drammi che dobbiamo attraversare. Pur non essendo forse ricordata e celebrata come altre produzioni, Lamù, la ragazza dello spazio è andata oltre lo status di cult, si tratta di un’opera complessa, sagace, brillante, un contenitore in cui sono state riversate suggestioni e riflessioni di diverso tipo. La storia è quella di Ataru e della folle storia d’amore con l’aliena Lamù in seguito all’arrivo sulla Terra degli Oni (che in Giappone sono esseri demoniaci appartenenti al folklore), giunti nel nostro pianeta per conquistarlo. Ma ecco il patto: se un uomo, entro dieci giorni, riuscirà a toccare le corna di Lamù – la figlia del capo del capo degli Oni – la Terra sarà salva. L’uomo designato è lo studente Ataru, sfortunato e ossessionato dalle forme femminili.

Il ragazzo riuscirà nell’intento di salvare il pianeta, ma da questa situazione nascerà un fraintendimento che porterà Lamù a credere di doversi sposare con lui. Di fronte a un occhio meno attento, Lamù, la ragazza dello spazio potrebbe apparire come una serie demenziale, con il solo intento di divertire lo spettatore con situazioni e battute spesso volgari. Ma non è così, Lamù è molto più profonda e complessa di quanto possa apparire

L’intenzione iniziale è quella di far divertire lo spettatore, e ci riesce. Grazie a un universo di personaggi variegati e variopinti, Lamù propone gag su gag, rimarcando dinamiche simili ma reinventandole ogni volta, anzi, persino giocando con esse, con la insistita reiterazione delle situazioni narrative. Al tempo stesso, Lamù ci racconta qualcosa di più stratificato: Il Giappone, le dinamiche schizofreniche della società contemporanea, ma anche le idiosincrasie dell’Occidente e degli immaginari di cui ci nutriamo. Dietro la

facciata di una storia d’amore divertente, cela l’intenzione di fotografare il Giappone pre-crisi economica.

Questo approccio fu utilizzato anche dagli autori, tramite alcune tematiche inserite sottotraccia. Per esempio, nel rapporto fra Ataru e Lamù c’è la grande difficoltà di rapportarsi con l’altro sesso, che non riguarda solo l’intimità dei due ma a che fare anche con la staticità sociale in termini di libertà sessuale e soprattutto di indipendenza (da questo punto di vista la famiglia è ritratta come un grande peso in termini di crescita). Non manca poi una riflessione sui rapporti di potere, che riguardano sia quelli specifici all’interno della scuola (gli scontri, anche fisici, tra gli studenti e gli insegnanti sono l’eco di quelli che hanno dominato la scena del ‘68 giapponese), sia quelli sociali in generale.

In Lamù emerge con forza un desiderio, da parte delle nuove generazioni, di emanciparsi da un passato stantio che è identificato con classi sociali specifiche: gli insegnanti e i genitori. Un vero e proprio scontro generazionale. Un elemento spesso sottovalutato è la presenza di donne forti: il femminismo in Lamù prende corpo nel coraggio e nella consapevolezza delle donne che popolano la serie, la protagonista in primis. È grazie a lei, infatti, che si genera una dialettica di coppia intrigante e mai banale. E poi c’è anche il vasto universo culturale e folkloristico del Giappone, che è il vero cuore pulsante di Lamù e che prende forma nella serie grazie a personaggi iconici e situazioni peculiari. Nel complesso è giusto sottolineare come Lamù sia da annoverare tra le serie più importanti della storia dell’animazione giapponese, e non solo per il clamoroso successo di pubblico.

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