MA QUANTI ANNI HA LA PILLOLA CONTRACCETTIVA?

Era il 10/5/1960 quando nelle farmacie degli Stati Uniti faceva il suo ingresso (trionfale) Enovid un farmaco definito “contro i disturbi mestruali”. Non era pensabile vendere un prodotto che nascesse per controllare le nascite. La scritta sulla confezione non lasciava comunque dubbi “questo medicinale eviterà l’ovulazione”: la prima pillola anticoncezionale era entrata in commercio. Da quel giorno storico sono passati 6o anni si può pensare a come questo farmaco abbia cambiato per sempre la vita delle donne. In Italia il processo è stato ancora decisamente più lento e la pillola è diventata di fatto accessibile a tutte solo nel 1976, con l’abrogazione delle leggi che ne vietavano il commercio per fini anticoncezionali.

Oggi questa conquista è spesso data per scontata, abbiamo molte più opzioni rispetto alle nostre mamme e zie – dall’anello, al cerotto all’impianto sottocutaneo.

Eppure, a conti fatti, non si può negare che l’arrivo della pillola sia stato a dir poco rivoluzionario e che questo farmaco continui a garantire alle donne la libertà di gestire il proprio corpo in base alle proprie scelte di vita. Ecco perché la sua storia è ancora oggi così importante e, diciamolo, fare un ripasso in questo anniversario è cosa buona e giusta.

In realtà la storia della pillola inizia molto prima degli Anni 6o. Nello specifico comincia nel 1930 quando il ginecologo austriaco Ludwig Haberlandt intuisce la possibilità di utilizzare gli ormoni per impedire le gravidanze. Le pressioni dei cattolici sono talmente forti che è costretto a fuggire in Ungheria dove, però, mette a punto il farmaco Infecundin l’antenato – ancora molto imperfetto – della pillola.

Facciamo un altro salto temporale: è il 1921 e Margaret Sanger fonda l’American Birth Control League e successivamente il Birth Control Clinical Research Bureau: lei è la donna che, con il suo impegno come attivista, porterà avanti la battaglia per la libera contraccezione. Margaret ha dieci fratelli e conosce bene il peso che sua madre ha dovuto sopportare nella vita, con 18 gravidanze e 11 parti alle spalle prima di morire di cancro alla cervice. La sua esperienza da infermiera, poi, la mette davanti alle tragedie dei parti clandestini e, così, quando scopre le ricerche di Haberlandt, la sua missione diventa quella di dare alle donne quell’autodeterminazione che sua madre non ha avuto.

In Europa Enovid arriva l’anno successivo e da quel momento comincia una vera e propria rivoluzione che cambia per sempre i costumi, la società, e in particolare la libertà femminile. Se oggi possiamo scegliere se e quando rimanere incinte è anche e soprattutto grazie alle donne che ci hanno precedute e al movimento femminista. Tuttavia, c’è ancora molto per cui lottare: secondo un report dell’European Parliamentary Forum for Sexual & Reproductive Rights su 46 stati europei l’Italia è al ventiseiesimo posto per reperibilità dei contraccettivi e quantità di informazioni disponibili sulla contraccezione. Inoltre, solo cinque regioni italiane (Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Puglia e Toscana) prevedono la possibilità di distribuzione gratuita o il rimborso dei contraccettivi. La salute riproduttiva femminile è ancora un diritto da tutelare e in gioco c’è – oggi come ieri – niente meno che la libertà di poter decidere del proprio corpo e della propria sessualità.

Ricondiamoci quindi di non dare per scontato quello che è un inalienabile diritto di ogni donna: decidere autonomamente se e quando avere una gravidanza.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.