Mutilazione genitale femminile

La mutilazione genitale femminile è una pratica diffusa principalmente in Asia e in Africa  e che coinvolge principalmente persone appena nate o adolescenti. Ci sono pratiche varie che sono diverse a seconda della regione o della ragione per cui queste vengono fatte. Normalmente si tratta di tradizione o riti di passaggio molto spesso legati a religione e superstizione.

Le forme più diffuse sono la rimozione della parte esterna del clitoride e l’infibulazione che prevede una mutilazione delle labbra vaginali e a volte anche una cucitura delle stesse.

Queste pratiche non sono senza danni per le donne stesse, ovviamente, e per la società.

Le donne che subiscono questo abuso non solo rischiano infezioni e dolori sul breve termine ma anche problemi più gravi sul lungo periodo come: problemi urinari, problemi sessuali e anche complicazioni riproduttive.

Si stima che nel mondo abbiano subito questo trattamento almeno  200 milioni di persone.

 

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