Quando è nata la spirale contraccettiva?

È considerato esser nientemeno che Ippocrate (IV secolo a.C.) il precursore del dispositivo a spirale intrauterino; egli scoprì l’effetto contraccettivo derivato dal collocamento di un corpo estraneo nell’utero di alcuni animali. Si dovette però attendere fino al 1928 quando il tedesco Richard Richter iniziò la moderna contraccezione intrauterina, che da allora in poi migliorò la sua efficienza e durata.

 

La spirale intrauterina, o dispositivo intrauterino, o IUD (dall’inglese Intra Uterine Device) è uno strumento contraccettivo che impedisce la fecondazione; oppure, laddove questa sia eventualmente già avvenuta, ostacola secondariamente l’annidamento dell’embrione nell’utero.

Esistono due tipi di IUD:

  • IUD in rame: è un piccolo supporto in plastica, avvolto da un filo di rame (da qui il nome “spirale”).
  • IUD ormonale: è un supporto in plastica che rilascia ormoni (progesterone) in utero in piccole quantità e gradatamente. Inoltre, questo tipo di “spirale medicata” viene utilizzata non solo a scopo contraccettivo, ma anche a scopo terapeutico, in caso di mestruazioni molto abbondanti e addirittura per limitare la probabilità di interventi chirurgici (questo in genere quando ci si avvicina all’età della menopausa). Di questa tipologia ne esistono quattro varianti, a seconda della durata contraccettiva e quindi della quantità di ormone esistente all’interno.

Il funzionamento è paragonabile a quello della pillola anticoncezionale e misura tra i 20 e i 35 millimetri. Viene inserita nell’utero, generalmente nei primi giorni del ciclo, ed agisce ostacolando l’annidamento dell’ovulo fecondato. L’inserimento viene effettuato dal ginecologo, ambulatorialmente, e ha durata di 2-5 anni (poi perderà efficacia e andrà sostituita). 

Se parliamo di IUD in rame, invece, è assicurato l’effetto per un arco di tempo che va dai 3 ai 5 anni, in Italia e in buona parte dell’Europa. Esistono anche in oriente spirali con forme e dimensioni un po’ diverse da quelle utilizzate da noi.  Inoltre, negli Stati Uniti, esistono delle spirali che garantiscono la “copertura” per un periodo che va dai 10 ai 12 anni. 

Un filo attaccato alla base del dispositivo resta nella parte alta della vagina, e mediante tale filo è possibile il controllo della spirale e, sempre tramite esso, ne viene effettuata la rimozione. 

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