Temi transgender nella mitologia classica

Spesso si assistono a riletture dei miti antichi con tematiche moderne, queste esperienze letterarie sono spesso e volentieri dei giochi molto interessanti che però tendono ad ignorare il contesto in cui quelle storie sono state concepite. Tuttavia, se si vuole giocare con la fantasia e guardare al passato col nostro occhio contemporaneo possiamo trarne fuori dei ragionamenti interessanti, senza avere pretesa di sovrascrivere la nostra lettura al contesto del prodotto originale. È proprio in virtù di questo gioco letterario che oggi volevamo proporre questa piccola rassegna di personaggi della mitologia classica che potrebbero essere considerati delle persone trans o non-binary se viste all’occhio moderno.

L’esempio più classico è Ermafrodito, figlio di Hermes e Afrodite, che aveva ereditato da entrambi i genitori una bellezza divina, provocando l’amore della ninfa Salmace che, dopo essere stata rifiutata dall’uomo, chiese agli dei di fondere il suo corpo col quello di Ermafrodito facendolo diventare una persona con i caratteri sessuali sia maschili che femminili. La figura di Ermafrodito divenne un soggetto molto diffuso nell’arte ellenistica e romana, tanto che si mettevano statue con le sue fattezze nelle terme e nei teatri.

Un altro personaggio molto curioso è l’indovino Tiresia che venne punito dagli dei per aver diviso l’accoppiamento tra due serpenti con un bastone venendo trasformato in una donna, forma nella quale visse per sette anni, per poi ritornare ad avere un corpo maschile dopo aver nuovamente diviso due serpenti. Interrogato, dopo questa sua esperienza, sulla domanda su cui si erano sfidati Zeus ed Era, ossia su chi provasse più piacere sessuale tra l’uomo e la donna, rispose che per la usa esperienza la donna prova un piacere sessuale sette volte superiore a quello dell’uomo.
Altre figure interessanti sono:

Censi, la figlia del re dei Lapiti, che dopo essere stata violentata da Poseidone chiese agli dei di essere trasformata in un uomo e diventò l’invincibile eroe Ceneus.

Il dio Dioniso che nel corso della sua vita assunse fattezze e aspetti femminili e che fu anche cresciuto come una ragazza per proteggerlo dall’ira di Era. Nel corso dei culti in suo onore spesso il travestimento veniva largamente utilizzato e le donne portavamo dei grandi simboli fallici in suo onore.

Le sacerdotesse della dea Cibele, presso i Galli, che erano nati maschi e che si consacravano alla dea tramite l’auto-castrazione.

Questi sono alcuni dei numerosi esempi di figure dell’antichità che ci raccontano un modo di vedere i generi che, sebbene non debba essere guardato troppo con la lente contemporanea, ci può insegnare tanto su quel mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.