The best man can be

La pubblicità, oltre a influenzare le scelte commerciali dei consumatori,  è da sempre un medium tramite il quale la cultura di una società si crea e si modifica. Persone della stessa generazione possono trovare dei ricordi condivisi pensando alle pubblicità che hanno segnato la loro infanzia. Ma non sempre le pubblicità vengono ricevute con apprezzamento o neutralità.

Questo è il caso della pubblicità della Gillette “We believe: The best man can be” che è stata accolta da una serie di proteste da parte di una agguerrita e rumorosa minoranza della popolazione maschile.

L’argomento della “Toxic masculinity ” è un argomento caldo della discussione americana  dove il modello di uomo femminista si scontra con i resti di un cristianesimo evangelico tradizionalista creando un mix culturale che può portare a reazioni di scontento anche davanti ad una pubblicità innocua come questa.

La pubblicità è stata pubblicata nel 2019 e mostra un chiaro sostegno per il movimento #metoo, una corrente a favore della condivisione dell’abuso sessista subito dalla popolazione femminile. La discussione americana su questi argomenti è così polarizzante da scatenare forti reazioni anche davanti ad un semplice messaggio: nella società succedono ancora oggi moltissimi atti di discriminazione sessista e anche se ci sono uomini che aiutano non è abbastanza. Un messaggio che non vuole denunciare colpe ma  anzi se si guarda il video sembra concentrarsi sull’importanza di esempi positivi nei media e nella vita reale.

Se siete interessati al video lo potete trovare a questo link : https://www.youtube.com/watch?v=UYaY2Kb_PKI

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