“Una. Nessuna. Centomila”: “La nostra voce è un grido contro ogni violenza!

Le 7 popstar italiane Emma, Elisa, Fiorella Mannoia, Giorgia, Gianna Nannini, Laura Pausini, Alessandra Amoroso, la sera dell’11 giugno hanno realizzato alla RCF Arena di  Campovolo un concerto -evento storico con centomila spettatori contro la violenza sulle donne, raccogliendo due milioni di euro  da destinare ai centri antiviolenza sulle donne.

Come qualcuno sa, queste cantanti  italiane in passato si sono unite in un concerto per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia Romagna. La loro unione ha dimostrato la forza che le donne hanno quando si uniscono e anche che gli artisti/e possono avere un ruolo importante nel far circolare messaggi sociali tra i giovani e in genere nel Paese. Questo lo ha proprio affermato Elisa nel corso di un’intervista a ridosso del concerto: “Posso mettere la mia popolarità a disposizione di temi importanti”.

Il set di Laura Pausini è andato diretto al tema del concerto: si è aperto con la telefonata alla polizia di una donna che chiede aiuto, e ha visto sul palco attrici che hanno raccontato le storie dai centri antiviolenza, ha portato contributi video di Roberto Bolle, Alessandro Cattelan, Luca Argentero.

Ognuna ha portato sul palco una personale sfumatura dell’essere donna, con la propria band.

Un aspetto importantissimo che loro stesse hanno sottolineato nelle interviste è “l’importanza che la battaglia per cambiare la relazione uomo/donna sia fatta insieme con gli uomini. Il cambiamento culturale lo possiamo realizzare solo quando anche gli uomini diventeranno consapevoli delle loro azioni e parteciperanno con noi al cambiamento”.

Così, anche le artiste hanno fatto un passo, invitando ciascuna un artista uomo, con cui hanno un rapporto di stima, o di amicizia. Ci hanno colpito le loro risposte all’invito: Caparezza, solitamente schivo, ha riconosciuto nell’invito di Fiorella Mannoia la possibilità di “sentirsi a proprio agio” in un concerto così grande.
Diodato ha accettato perché mosso da una conoscenza innanzi tutto umana di Alessandra Amoroso, altrimenti non crea collaborazioni.

Così potremmo raccontare qualcosa sugli altri artisti, ma in fondo, ciò che ci piace molto e ci fa riflettere è la qualità umana di questi artisti e la voglia di incidere su un tema così drammatico come la violenza sulle donne in Italia, mettendoci la faccia.

Loro stessi hanno detto nelle interviste, che non si fermeranno e proseguiranno con altri eventi organizzati insieme su temi che nel nostro Paese faticano ad avere visibilità.

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