VIOLENZA SULLE DONNE NEL TEMPO

La violenza contro le donne ha una storia secolare.
Nel corso del tempo e a seconda dei paesi, però, la violenza contro le donne è cambiata nelle forme, così come è mutato anche il modo di concepirla e definirla. Ad esempio, quello che oggi noi identifichiamo come violenza domestica e familiare, fino a meno di un secolo fa era considerato uso legittimo della forza da parte del capofamiglia.

Qual era la condizione femminile nella prima età moderna?
Certamente le donne che sono vissute tra il Cinquecento e l’Ottocento hanno subito forme specifiche di subordinazione agli uomini, perciò le disuguaglianze erano presenti in tutti i campi dell’esperienza. Possiamo definire quel mondo «patriarcale», basato quindi su un principio di supremazia maschile, rappresentato nella sfera domestica dal potere del padre di famiglia, consolidato e legittimato dai sistemi della cultura, del diritto e della religione. Dunque le donne erano escluse dalla sfera politica e giuridica, limitate nella loro capacità di agire in ambito patrimoniale e civile, nell’accesso all’istruzione (anche se non sempre), nella disposizione di sé, pensate soprattutto in relazione ai ruoli familiari che rivestivano e non nella loro individualità.

L’Italia post-unitaria, invece, rappresentano uno snodo cruciale. Infatti, a partire dall’Ottocento compare e si articola un discorso pubblico sulla violenza maschile contro le donne. Se, fino a quel momento, la trattazione e la discussione erano state appannaggio solo dei giuristi e dei magistrati, ora la violenza diventa un tema intorno a cui si mobilitano l’opinione pubblica, la stampa, l’associazionismo femminile e il mondo politico.
Questo determina da una parte una crescente coscienza sociale del fenomeno, dall’altra la consapevolezza che la violenza contro le donne è un fenomeno molto complesso.

Quando nasce il primo Centro contro la violenza sulle donne?
In Italia il primo Centro contro la violenza sulle donne nasce a Roma nel 1976, quando il Movimento di Liberazione della Donna (MLD) decide di offrire una sponda alle donne vittime di violenza e uno strumento a tutte le donne della città.
L’intenzione di sostenere la donna “vittima” a tutto tondo, intervenendo su molti piani contemporaneamente, ma anche la scoperta che gran parte della violenza si registra tra le mura domestiche, è largamente diffusa e non conosce differenze di classe e cultura.

Quando compaiono le prime proposte di legge per quanto riguarda la violenza sulle donne in Italia? E quando si è riconosciuta l’esistenza di un tipo specifico di violenza indirizzata specificatamente alle donne?
Possiamo dire che esistono almeno due fasi diverse di intervento legislativo. La prima, più antica, data dal diritto romano e ha riguardato i reati e le offese sessuali. Infatti, per molti secoli le principali forme di violenza contro le donne sanzionate sono state lo stupro e l’aggressione sessuale.
Questo ha a che vedere con l’importanza data dalla cultura occidentale alla sfera sessuale femminile, alla capacità riproduttiva delle donne e quindi al controllo di essa attraverso la tutela e il controllo dell’esclusività maschile. Le violenze quindi erano sanzionate non come offesa alla persona, ma come attentato a un bene familiare e comunitario.
Una seconda fase di intervento legislativo è più recente e ha allargato il perimetro di ciò che è definito violenza, includendo anche comportamenti fino a poco tempo prima considerati legittimi (comei maltrattamenti maritali o lo stupro coniugale).
Inoltre, si può dire che il cambiamento avvenuto sia radicale, affermando che il bene offeso sono il corpo e l’integrità delle donne, e non beni pubblici come l’onore familiare, la morale o il buon costume. In tal senso, il Novecento è stato un secolo spartiacque: infatti abbiamo
la messa a punto di interventi contro la violenza familiare;
la riforma della legge contro la violenza sessuale (1996) che finalmente la iscrive tra i reati contro la persona;
l’abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore (1981);
le nuove norme in materia di stalking.

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